QUEL CROCIFISSO, QUELLA RAGAZZA

27/03/2024 - Umberto Masperi

Egregio direttore,
stiamo vivendo tempi difficili, bui, sembra che ci sia solo impotenza in noi per dar vita ad un presente che ci possa proiettare verso un futuro che, soprattutto a chi è più giovane, sembra essere caratterizzato da punti interrogativi.
Il millennio è iniziato con la tragedia delle Torri Gemelle, il terrorismo ha scandito in tempi e luoghi diversi la sua voce ed azione di morte, due guerre, nemmeno troppo lontane da casa nostra, costituiscono il tragico richiamo del "Niente di nuovo sul fronte Occidentale”... col semplice cambio di aggettivo e di punto cardinale (“orientale”).
L’attentato a Mosca fa inorridire, ma le immagini degli attentatori torturati e trasmesse sui media sono altrettanto rivoltanti, mentre sentiamo il responsabile della guerra che se ne approfitta per lanciare accuse al suo “nemico”, giustificando la probabile escalation ancor più terribile...
Spes ultima dea? Forse è già stata sepolta?
Ogni credente davanti al giusto, a quel crocifisso, cerca di cogliere la sua parola: «Nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi animo, io ho vinto il mondo» (Vangelo secondo Giovanni 16,33).
Papa Francesco con voce flebile, causa malattia, non si stanca ugualmente di parlare di pace; noi continuiamo a seguirlo con la nostra forza: la” nostra” preghiera. (Mi manca il coraggio... ma sento vicina la ragazza ebrea che, dal suo Diario, mi parla ancora: «Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane».)