VOTI SÍ, VOTI NO, MA LA QUESTIONE SRRIA DELLA SCUOLA È UN'ALTRA!

01/09/2023 - Gianni Mereghetti

Carissimo direttore,
il Corriere della sera in questa estate ha evidenziato la questione dei voti, ultima emergenza quella dei ricorsi al Tar di tanti genitori con facile vittoria. Molti pensano e dicono che sarebbe bella una scuola senza voti, che eliminerebbe l'ansietà e la tanta insoddisfazione che vi è di fronte alla gran parte della valutazione. Sarà pur vero, ma vi è una questione che viene prima e che io spero si voglia affrontare.
Ciò che si evidenzia in questa vicenda non è che i voti sono sbagliati - del resto i voti sono sempre sbagliati! o per eccesso o per difetto, comunque sempre sbagliati - ma che manca un rapporto. Qui sta la questione seria della scuola, che è venuto meno un rapporto per cui i voti diventano centrali, mentre dovrebbero essere secondari, strumenti e occasioni di un rapporto.
Qualunque sia l'impostazione che il ministro vuol dare alla valutazione deve comunque fare i conti con questa condizione, che è in un rapporto che si valuta. Così la valutazione è per fare camminare in modo più energico e veloce verso la conoscenza. Bisogna ridare alla valutazione la sua funzione originaria, si danno i voti per indicare ciò che si deve correggere per essere più vicini alla realtà. Così sia gli studenti sia gli insegnanti nella valutazione trovano uno strumento di crescita. Lo si fa in un rapporto, per cui ogni voto chiede qualcosa sia a studenti sia a professori.
Non buttiamo via il rapporto, che nella scuola è decisivo, poi gli strumenti possono essere cambiati e migliorati, ma nessuno tocchi i rapporti!