Egregio direttore, in questa caldissima giornata di lunedì 22 giugno le racconto la storia di una povera volpe morta e dell'impossibilità di riuscire a farla portar via, superata solo grazie al suo diretto interessamento (cosa di cui la ringrazio di cuore).
Quel giorno ero passata per due volte in viale Paolo VI, la prima in tarda mattinata, la seconda nel primo pomeriggio, direzione Annunciata/Castelletto, e quasi all'imbocco della rotonda, sulla sinistra vicino al cordolo del divisorio, c'era una volpe adulta morta.
Per prima cosa, dopo le 14, ho telefonato al numero verde di Amaga, ma non ho avuto risposta; così ho pensato di chiamare la Polizia locale, ma lì mi hanno detto che la cosa non era di loro competenza e che avrei dovuto chiamare la Polizia provinciale. Nonostante mi sembrasse più logico un contatto telefonico fatto da loro, ho comunque annotato il numero. Ho chiamato, la persona che ha risposto ha ascoltato e preso le indicazioni. Poco dopo mi ha chiamata un veterinario del Sevizio Veterinario dell'ASL di Magenta per dirmi che avevo telefonato a loro, ma quel numero che mi era stato dato non era quello giusto, bisognava invece contattare la Polizia provinciale, delegata a questi compiti. Ho insistito perché fossero loro a contattarla, e il veterinario mi ha detto che avrebbe cercato di farlo. Nuovamente, più tardi, sono stata ricontattata da questo dottore che mi ha spiegato che nessuno rispondeva al numero dedicato, mi ha dunque passato il numero e io stessa ho provato per circa 20 minuti, senza successo. Il veterinario mi ha anche detto che l'indomani avrebbe riprovato.
Intanto la povera volpe era là a decomporsi sotto il sole; era frustrante per me non essere riuscita a trovare la strada per farla portar via, tra centralini che non rispondono ed enti che non dialogano. Dopo di che, come ben sa, avendo interpellato voi del giornale, finalmente qualcosa si è sbloccato (come ci siate riusciti forse lo vorrà raccontare lei ai suoi lettori). Risultato: sono stata contattata personalmente dalla Polizia provinciale sia lunedì verso sera che martedì, quando finalmente gli agenti, che mi hanno chiesto le indicazioni precise per capire dove si trovasse la povera bestiola, hanno provveduto al recupero e allo smaltimento. Grazie dunque, soprattutto a voi!
N.V. (lettera firmata)
Gentile lettrice,
la ringrazio dei pubblici ringraziamenti, soprattutto perché mi dà occasione di spiegare ciò che in effetti alla gente risulta inspiegabile, non essendo affatto logico, né accettabile. Per pura "fortuna" sono riuscito ad aiutarla nella sua impresa di trovare chi di competenza per lo smaltimento della povera bestiola. Avevo infatti in agenda alcuni numeri di agenti ed ex responsabili della Polizia Ittico Venatoria provinciale e interpellandoli con pazienza, e grazie alla loro disponibilità nell'assecondarmi riguardo al caso da lei segnalato, sono riuscito alla fine a capire che andava composto un determinato numero del centralino di quel servizio, ma bisognava poi pigiare il tasto di un interno diverso da quello indicato dalla voce registrata... Cosa che probabilmente lunedì pomeriggio aveva mandato sia lei che il veterinaio da lei interpellato in un vicolo cieco. Ecco tutto. Assurdo, ma tant'è: come ha potuto vedere, l'indicazione che mi è stata data verbalmente si è rivelata corretta ed efficace. Ma mi vien da dire che forse sarebbe il caso che chi di dovere sistemasse i meccanismi per farli ritornare accessibili al pubblico senza inghippi e stratagemmi alla portata solo di pochi.
Cordiali saluti.
M.A.
Smaltimento di una volpe morta, missione quasi impossibile
24/06/2026 - N.V.



