Carissimo direttore,
di nuovo il Presidente degli Stati Uniti d'America si scaglia contro Papa Leone accusandolo di tollerare gli armamenti nucleari dell'Iran e così di mettere a rischio la vita di molti cattolici. E' quella di Trump un'accusa del tutto pretestuosa, senza fondamento e con l'unico scopo di eliminare dalla scena l'unico che sta facendo di tutto per costruire una pace reale, che poggia sull'amore di Dio. Invece Trump e i suoi nemici usano la stessa logica che è quella della violenza, in cui la pace è l'esito dell'azzeramento dell'avversario e non la costruzione lenta e faticosa di un vero dialogo tra persone. Noi non vogliamo la pace dei potenti che ha come metodo quello dell'eliminazione dell'altro, noi vogliamo la pace che Papa Leone continuamente sta chiedendo e per la quale si muove, la pace che vive nello sguardo di Cristo che cerca nell'altro quello sprazzo di positività da cui costruire. Questa è la verità richiesta da Papa Leone, che nei rapporti umani non vinca la violenza del potere ma si affermi la logica di un Altro, quella di Dio che ha creato gli uomini perchè vivano in pace e dona continuamente testimonianze che assicurano una speranza di pace.
Ma d’altra parte, è inutile stare a discutere su quello che ha detto Trump a riguardo di Papa Leone, c'è solo da dire al Papa che noi siamo con Lui, perché è l'unico oggi nel mondo che sa cosa significhi costruire la pace. Altro che tollerare la minaccia nucleare iraniana, altro che mettere a rischio la vita di tanti cattolici, Papa Leone è all'opposto l'unico che sta costruendo la pace perché è l'unico che sa che la pace non viene dagli esseri umani ma da Dio che sa coinvolgere le persone semplici e umili rendendole protagoniste di un cammino di pace. Oggi c'è solo da stare con Papa Leone perché solo con Lui si può costruire una vera e duratura pace.
TRUMP, PAPA LEONE, LA PACE
06/05/2026 - Gianni Mereghetti



