UN 25 APRILE APERTO AL MONDO E ALLA PACE

25/04/2026 - Gianni Mereghetti

Carissimo direttore,
la miopia della politica italiana si vede nelle dichiarazioni dei politici di destra e di sinistra che sono nella loro diversità del tutto simili, legate a questioni del tutto astratte, come se fosse decisivo per l'oggi tornare sulle questioni dei repubblichini e dei partigiani di cui è la storia a dare ormai il suo giudizio.
Oggi festeggiare il 25 aprile è far memoria di come si costruisce la pace e sfidare la facilità con cui oggi si procede a risolvere i problemi con l'uso della forza.
Nei cortei di oggi è miopia tornare su vecchie polemiche di destra e di sinistra, chi lo fa significa che non sente il dramma di questo difficile tempo e non sa trovare nella propria storia il contributo che invece noi, italiani, possiamo dare.
Questo è il 25 aprile, la testimonianza che la pace si costruisce con uno sguardo all'altro e alla sua libertà, con uno sguardo che arriva al perdono, in quanto questo è decisivo per la pace, uno sguardo che sa cogliere che la diversità di ogni altro è una ricchezza, non una obiezione, non un ostacolo da rimuovere.
Il 25 aprile di oggi è una festa in cui alzare alta la domanda della pace, è un 25 aprile non ripiegato su futili questioni nazionali, ma aperto al mondo, pieno di una speranza di pace.