Bcs, la buona notizia nel comunicato sindacale: il Gruppo Fulchir ha un piano per ripartire da ottobre e reintegrare tutti entro inizio 2028
Intanto, nella giornata di sabato, la firma dell'accordo con la famiglia Castoldi per l'acquisto delle azioni della storica azienda abbiatense. Assemblee con i lavoraori martedì 22 settembre
La buonissima notizia dell’apertura di prospettive decisamente rassicuranti rispetto alle precedenti per quanto riguarda il futuro delle aziende del Gruppo BCS e dei loro lavoratori è circolata nella giornata di venerdì scorso, 11 settembre, attraverso un comunicato sottoscritto e diffuso dalle Rsu di Bcs Group insieme a Fim-Cisl e Fiom-Cgil che qui tra breve riportiamo.
E a conferma, si è poi anche saputo che l’indomani, sabato 12, gli acquirenti (Gruppo Fulchir, di Udine e provincia) hanno firmato con la famiglia Castoldi l'accordo per l'acquisto delle azioni di BCS.
Per illustrare dunque nel dettaglio il contenuto del piano di salvataggio e di rilancio ai lavoratori, sono già state messe in calendario, tutte nella giornata di martedì della prossima settimana, 22 settembre, le assemblee all’interno degli stabilimenti di Abbiategrasso, di Cusago e di Luzzara.

Quello della firma e del passaggio delle quote da Castoldi a Fuclhir intanto è stato un altro passo concreto e fondamentale che rafforza quanto anticipato nel comunicato sindacale di cui sopra: «Le Segreterie Nazionali e Territoriali di FIM, FIOM e Rsu dei siti del Gruppo BCS - vi si legge - informano le lavoratrici e i lavoratori sugli sviluppi emersi nel corso dell’incontro tenutosi il 9 settembre scorso presso la sede di Assolombarda alla presenza della proprietà, degli advisor e dei rappresentanti del Gruppo Fulchir. In tale occasione sono emerse importanti novità rispetto a quanto discusso nel precedente incontro dello scorso 11 agosto a Roma presso il Ministero dell’Industria e del Made in Italy (Mimit)».
Di seguito, il contenuto delle novità, assolutamente positivo se si tiene conto che il 12 agosto scorso tutti i quotidiani, all’indomani di quell’incontro al Ministero, avevano riportato nei titoli dei loro servizi la notizia del ritiro della proposta da parte della stessa famiglia Fuclhir. Invece…

«Il Gruppo Fulchir ha confermato la volontà di costituire una Newco operativa che prenderà in affitto il ramo di azienda (comprensivo dei marchi e delle attività Bcs, Mosa e Ferrari) per far ripartire la produzione a partire dal prossimo mese di ottobre - precisano ora Rsu e Organizzazioni sindacali - Per questa operazione verranno messi immediatamente a disposizione da parte di Fulchir tra i 5 e i 10 milioni di euro di capitale proprio, affiancati da linee di credito bancarie per il capitale circolante».
Rassicurazioni di gran lunga migliori anche in relazione alla condizione dei dipendenti: «A differenza di quanto contenuto nelle ipotesi prospettate in agosto - dice infatti ancora il comunicato - è stato chiarito che tutti i circa 430 lavoratori attualmente in forza al Gruppo passeranno (ex articolo 47) nella Newco. Nessun lavoratore rimarrà dunque abbandonato nella vecchia società (“bad Company”), garantendo così la tutela dell’intero perimetro occupazionale».
Come sarà possibile, in concreto?
«La Newco attiverà una nuova procedura di Cassa Integrazione Guadagni Speciale (Cigs) per ristrutturazione che permetterà di gestire il progressivo rientro al lavoro coerentemente con il piano presentato, il quale prevederebbe la piena occupazione di tutto il personale entro l’inizio del 2028».

In conclusione, sindacati e rsh giustamente rimarcano l’importanza del proprio impegno sia rispetto al risultato fin qui ottenuto, sia nella prospettiva di condurre in porto, tramite un accordo che diventa un impegno inderogabile, l’intera operazione: «Questi importanti risultati, conquistati grazie alla fermezza e alla determinazione delle organizzazioni sindacali - scrivono - consentono di esprimere un primo giudizio positivo e di avviare, nelle prossime settimane, un confronto formale per la sottoscrizione dell’accordo quadro e per l’attivazione delle relative procedure di legge ex articolo 47. Sicuramente non tutto è risolto, il cammino è ancora lungo e ci sono ancora punti da chiarire; le scriventi organizzazioni sindacali continueranno a vigilare con attenzione sull’evolversi della situazione e sul rispetto degli impegni presi».
14/09/2026 - Marco Aziani
E a conferma, si è poi anche saputo che l’indomani, sabato 12, gli acquirenti (Gruppo Fulchir, di Udine e provincia) hanno firmato con la famiglia Castoldi l'accordo per l'acquisto delle azioni di BCS.
Per illustrare dunque nel dettaglio il contenuto del piano di salvataggio e di rilancio ai lavoratori, sono già state messe in calendario, tutte nella giornata di martedì della prossima settimana, 22 settembre, le assemblee all’interno degli stabilimenti di Abbiategrasso, di Cusago e di Luzzara.

Quello della firma e del passaggio delle quote da Castoldi a Fuclhir intanto è stato un altro passo concreto e fondamentale che rafforza quanto anticipato nel comunicato sindacale di cui sopra: «Le Segreterie Nazionali e Territoriali di FIM, FIOM e Rsu dei siti del Gruppo BCS - vi si legge - informano le lavoratrici e i lavoratori sugli sviluppi emersi nel corso dell’incontro tenutosi il 9 settembre scorso presso la sede di Assolombarda alla presenza della proprietà, degli advisor e dei rappresentanti del Gruppo Fulchir. In tale occasione sono emerse importanti novità rispetto a quanto discusso nel precedente incontro dello scorso 11 agosto a Roma presso il Ministero dell’Industria e del Made in Italy (Mimit)».
Di seguito, il contenuto delle novità, assolutamente positivo se si tiene conto che il 12 agosto scorso tutti i quotidiani, all’indomani di quell’incontro al Ministero, avevano riportato nei titoli dei loro servizi la notizia del ritiro della proposta da parte della stessa famiglia Fuclhir. Invece…

«Il Gruppo Fulchir ha confermato la volontà di costituire una Newco operativa che prenderà in affitto il ramo di azienda (comprensivo dei marchi e delle attività Bcs, Mosa e Ferrari) per far ripartire la produzione a partire dal prossimo mese di ottobre - precisano ora Rsu e Organizzazioni sindacali - Per questa operazione verranno messi immediatamente a disposizione da parte di Fulchir tra i 5 e i 10 milioni di euro di capitale proprio, affiancati da linee di credito bancarie per il capitale circolante».
Rassicurazioni di gran lunga migliori anche in relazione alla condizione dei dipendenti: «A differenza di quanto contenuto nelle ipotesi prospettate in agosto - dice infatti ancora il comunicato - è stato chiarito che tutti i circa 430 lavoratori attualmente in forza al Gruppo passeranno (ex articolo 47) nella Newco. Nessun lavoratore rimarrà dunque abbandonato nella vecchia società (“bad Company”), garantendo così la tutela dell’intero perimetro occupazionale».
Come sarà possibile, in concreto?
«La Newco attiverà una nuova procedura di Cassa Integrazione Guadagni Speciale (Cigs) per ristrutturazione che permetterà di gestire il progressivo rientro al lavoro coerentemente con il piano presentato, il quale prevederebbe la piena occupazione di tutto il personale entro l’inizio del 2028».

In conclusione, sindacati e rsh giustamente rimarcano l’importanza del proprio impegno sia rispetto al risultato fin qui ottenuto, sia nella prospettiva di condurre in porto, tramite un accordo che diventa un impegno inderogabile, l’intera operazione: «Questi importanti risultati, conquistati grazie alla fermezza e alla determinazione delle organizzazioni sindacali - scrivono - consentono di esprimere un primo giudizio positivo e di avviare, nelle prossime settimane, un confronto formale per la sottoscrizione dell’accordo quadro e per l’attivazione delle relative procedure di legge ex articolo 47. Sicuramente non tutto è risolto, il cammino è ancora lungo e ci sono ancora punti da chiarire; le scriventi organizzazioni sindacali continueranno a vigilare con attenzione sull’evolversi della situazione e sul rispetto degli impegni presi».
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