"UNO SGUARDO VERSO EST"
27/07/2021
Una nave al porto è al sicuro ma le navi non sono fatte per questo
Ottant´anni fa, il 27 Luglio 1941, ci fu la più grande tragedia nella storia della navigazione sovietica. La nave Lenin, il Titanic sovietico, la nave del proletariato, affondò in soli 10 minuti. La nave fu uno dei gioielli della navigazione sovietica, portava il nome del padre della rivoluzione. La nave faceva regolari collegamenti da Odessa, Sevastopol e Batumi sul Mar Nero, disponeva di 60 posti "de luxe" (riservati agli alti responsabili della nomenclatura), 200 posti di seconda classe e quella per il proletariato con capienza fino a 1.500 persone. La tragedia avvenne la sera del 27 Luglio 1941 mentre altre due navi sovietiche erano nelle vicinanze. Il numero dei morti superarono i 1.400 ma l´intera storia è stata segretata dalla NKVD, la polizia segreta. Uno dei capitani rimasti in vita, il giovane Svistan (come da foto), fu condannato a morte e fucilato il 24 Agosto 1941. Nel 1992, dopo il crollo dell´URSS, fu riabilitato e da pochi anni esiste una targa commemorativa all´onore delle vittime nella stazione navale di Odessa. Oggi, come ogni anno, i parenti l´hanno ricordato. Su questa tragedia non è mai stato girato nessun film, tutto fu volutamente secretato per nasconderne la verità ...




