Lo scorso venerdì 6 agosto ad Auschwitz vi erano 30 abbiatensi, ragazzi e ragazze delle scuole abbiatensi con i loro docenti accompagnatori (Merica Masserini, Elisabetta Condò, Matteo Garzetti, Anna Ricotti e Anna Di Grazia) e il consigliere comunale Francesco Biglieri in rappresentanza dell’amministrazione. I ragazzi e le ragazze sono quelli che con Maurizio Brandalese, Fabrizio Tassi e Matteo Ninni stanno preparando il docufilm su Auschwitz, un evento che già si presenta come unico ed eccezionale e che ha come finanziatori, oltre al comune di Abbiategrasso, il circolo Acli di Abbiategrasso e zona, la Uil di Milano, la sezione Anpi Abbiategrasso, la Fondazione Ticino Olona. L’iniziativa ha ottenuto inoltre il patrocinio del Memoriale della Shoah. In questo agosto si sono unite due strade, una è quella che è stata aperta ormai da qualche anno e ha voluto con grande tenacia preparare una visita di giovani ad Auschwitz facendo con loro un'esperienza umana, è la strada che porterà a realizzare il docufilm e che ha come promotori gli studenti del gruppo teatrale del Bachelet assieme ad Anna Ricotti, responsabile della scuola, e Maurizio Brandalese, che anima con la sua grande professionalità ed empatia il gruppo teatrale e che in questa occasione si stanno avvalendo della collaborazione altamente professionale di Tassi e Ninni; la seconda è quella che il Comune di Abbiategrasso ha aperto fin dagli Anni 90, il “pellegrinaggio della memoria”, interrotto dalla pandemia e ripreso proprio in questo mese d'agosto grazie alla determinazione dell'assessore alle Politiche Educative, Eleonora Comelli. L'iniziativa, che ha portato il gruppo di trenta persona di Abbiategrasso ad Auschwitz e a Cracovia da giovedì 5 a domenica 8 agosto, nasce quindi da una collaborazione molto importante, segno che oggi sempre di più si possono realizzare gesti di grande umanità condividendo ideali ed energie. I ragazzi e le ragazze del docufilm hanno raggiunto Cracovia in treno ripercorrendo idealmente il cammino di tanti deportati, dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano fino appunto ad Auschwitz (un tragitto di 22 ore in condizioni piuttosto “estreme” quanto a vitto e pernottamento) , mentre il gruppo dei rappresentanti delle scuole è arrivato più agevolmente in aereo. Ma sta di fatto che giovedì sera i due gruppi si sono riuniti a Cracovia, nel quartiere di Kazimierz. Venerdì 6 agosto vi è stata invece l’attesissima visita ad Auschwitz, la mattina ad Auschwitz 1, nei blocchi tristemente famosi per la crudeltà che lì si è espressa in modo tanto orrendo e disumano, e nel pomeriggio ad Auschwitz- Birkenau, quell'immensa pianura segnata dalla morte. Due guide eccezionali hanno condotto i ragazzi e le ragazze a scoprire quel mondo terribile, molti gli episodi raccontati e particolareggiata la descrizione della vita nel campo. Ciò che tutti in modi diversi hanno vissuto è stata l'emozione di trovarsi di fronte al dolore e alla morte ingiusti, un'emozione che non è stata la reazione di qualche attimo, ma ha interrogato la vita di oggi. Memoria perchè non accada più non può essere uno slogan vuoto, è la sfida a prendere sul serio e a difendere l'umano oggi, questo è stato il compito avvertito da tutti: non che ci si debba sforzare di essere buoni, perchè l'abbraccio dell'altro nasce dal cuore, che l'altro sia un bene lo vuole il cuore! Per tutti guardare è stato accorgersi che ciò che vuole il cuore è il bene e che essere insieme è per aiutarsi a volere il bene. A Birkenau è stata deposta una corona di fiori a fianco della lapide che ricorda gli italiani morti ad Auschwitz, un piccolo gesto che ha evidenziato la volontà di costruire da subito il bene. Il rappresentante del Comune, Francesco Biglieri, con un intervento appassionato ha voluto indicare a tutti il senso dell'iniziativa: fare memoria oggi è abbattere i muri che sono tuttora presenti. E ha esortato i giovani ricordando loro che sono i primi protagonisti della costruzione di una società in cui non esista alcuna discriminazione e alcuna violenza. Biglieri ha voluto rimarcare questo compito, sostenendo con forza che la memoria ha bisogno di atti concreti, di gesti umani. È quello che i giovani avevano incontrato in mattinata nel Blocco 11, dove si fa memoria del gesto del celebre deportato padre Massimiliano Kolbe che diede la sua vita per salvare quella di un altro. Qui sta la potenza di Auschwitz: che nemmeno la situazione piùorrenda può cancellare ciò che è inscritto nel cuore dell'uomo; che la vita ha un senso e va sempre difesa e affermata come vita. La sera in albergo vi è stato un momento di alta commozione, i giovani e i loro accompagnatori hanno condiviso le loro esperienze e lì si è visto il tocco geniale del docufilm cui stanno lavorando Brandalese, Tassi e Ninni: l'umano muove umanità dentro la mossa della libertà. Si sono visti giovani e adulti che hanno portato all'altro ciò che li ha colpiti, e questo è il segno del cambiamento in atto, del cambiamento che rinnova i rapporti costruendo luoghi dove ognuno può stare per quello che è. Cosa che ha fatto già intuire il valore immenso che sicuramente avrà questo docufilm che vuole dar voce all'umano, e questo grazie alla sensibilità di chi lo sta realizzando avendo come scopo non semplicemente parlare di Auschwitz ma raccontare dello sguardo dei giovani colpiti dalla triste realtà di Auschwitz. Sabato 7 agosto è stato dedicato alla visita al quartiere di Kazimierz di Cracovia, al ghetto, con una sosta alla piazza delle sedie. Nel pomeriggio il gruppo si è spostato nel centro di Cracovia e poi al Wawel dove si è visitata la cattedrale con la cripta dove celebrò la sua Prima Messa Karol Wojtyla. Cracovia, con la sua bellezza in contraddizione con Auschwitz, ha però indicato la traiettoria della memoria: è la bellezza del bene che trae l'uomo dal male, bisogna riconoscerla e dare la propria vita, così che in essa tutto diventi bello. Domenica 8 il rientro, il gruppo del docufilm in treno, i rappresentanti delle scuole in aereo. Un viaggio che ancora una volta ha indicato l'importanza di questa alleanza scuola-Comune sulla memoria, poiché i gesti della memoria stanno facendo emergere dei giovani determinati ad essere i nuovi protagonisti della memoria. Una strada decisamente da percorrere con sempre maggior determinazione. In questa prospettiva grande importanza ha il docufilm che gli studenti del Bachelet stanno realizzando grazie alla impronta geniale di Maurizio Brandalese, Fabrizio Tassi e Matteo Ninni e all'impegno fattivo della prof.ssa Anna Ricotti. Cresce l'attesa di questo docufilm, una nuova e importante tappa nel cammino della memoria.