E’ un vero e proprio sos quello lanciato dai sindaci del territorio ai consiglieri regionali intervenuti mercoledì scorso alla riunione, organizzata dalla Consulta sanitaria, a proposito della carenza di medici di base. «Proprio questa settimana - ha denunciato Luca Durè, primo cittadino a Cisliano - ho dovuto far fronte alla mancata sostituzione del medico di famiglia andato in pensione, al quale non è ancora potuto subentrare il nuovo medico condotto, per carenza di organico. Occorre agevolare i giovani dottori ad andare nell’hinterland, dove indubbiamente il problema è più sentito e la mancanza di un medico della comunità diventa un dramma (pensiamo a chi necessità di un’assistenza continuativa). Noi sindaci non possiamo essere lasciati soli ad affrontare questo fenomeno». Al coro si sono uniti anche il primo cittadino di Vermezzo con Zelo, Andrea Cipullo, ma anche Albairate e Ozzero. I consiglieri presenti appartenenti alla maggioranza hanno spiegato che nel breve e medio periodo Ats e Comuni lavoreranno a strategie per rendere più appetibili gli ambiti periferici. «Chiediamo di essere avvisati in anticipo dei pensionamenti - hanno ipotizzato i sindaci - anche perché la legge 23, ora in revisione, prevedeva un maggior coinvolgimento degli amministratori in termini di politiche sanitarie che, francamente, è rimasto lettera morta». La soluzione non sembra purtroppo vicina: al bando di Regione Lombardia hanno risposto 40 candidati per la figura del medico di base quando la proposta era per 250.