I medici di base rappresentano la spina dorsale del sistema sanitario nazionale, sono il primo punto di riferimento e di assistenza per i cittadini. Per questo è necessario porre in essere una serie di misure per bloccare il drastico calo di medici che si sta verificando e invertire questa tendenza. E per questo abbiamo presentato una serie di proposte concrete che la giunta regionale porterà sui tavoli dei Ministeri competenti». Con queste parole Max Bastoni, Simone Giudici, Riccardo Pase, Silvia Scurati, Gianmarco Senna e Curzio Trezzani, consiglieri regionali milanesi della Lega tra i quali anche rappresentanti del nostro territorio, si sono espressi sul documento approvato martedì 6 luglio dall’Aula, il quale mira appunto a risolvere le problematiche legate alla carenza di medici di medicina generale. «Nel testo chiediamo al Governo di incrementare i finanziamenti per le borse di studio, riportandole almeno alla quota prevista per il triennio 2019/2022, ovvero 313 – spiegano i consiglieri leghisti – quindi anticipare la fine del corso di formazione del triennio 2018/2021, mantenendo ovviamente inalterato il monte ore formativo. In questo modo 379 tirocinanti diventerebbero effettivi già nei prossimi mesi senza che si debba attendere l’anno prossimo». Intanto una delle proposte avanzate dal gruppo è già stata recepita e tradotta in atto concreto ad opera della giunta regionale, la quale ha istituito il tirocinio professionalizzante per consentire ai medici in formazione di concorrere all’assegnazione degli ambiti con carenze e riuscire così ad assistere fino a 1.000 pazienti. E questo tirocinio andrà di fatto a sostituire quell'attività svolta fino ad oggi dagli stessi medici in formazione, richiesti di operare in affiancamento presso gli ambulatorio dei medici di medicina generale.

Tornando alla mozione, i firmatari chiedono anche, sempre alla giunta ragionale, di farsi portavoce con il Governo per rivedere l’Accordo Collettivo Nazionale in funzione di una premialità per i medici di medicina generale che decidono di aumentare il massimale di assistiti; quindi di aumentare la quota di assistiti per i medici in formazione al terzo anno da 650 a 1.000 mantenendo la borsa di formazione, oltre a semplificare l’accesso agli ambiti carenti di medici già in possesso di specializzazione oppure soprannumerari che volessero intraprendere la carriera di medico di medicina generale. La proposta dei consiglieri regionali leghisti si estende anche all’ambito di competenza del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur): «È fondamentale - affermano in una nota diffusa martedì stesso - inoltre valutare una rimodulazione degli accessi alla facoltà di Medicina, così da superare i problemi legati alla carenza di medici di base» e aggiungono che «occorre intervenire subito con azioni mirate e concrete per tamponare questo drastico calo; nei prossimi cinque anni infatti, a livello nazionale, avremo nel Paese oltre 14mila medici in meno. Si tratta del 53 per cento del totale e significa che circa 14 milioni di italiani resteranno senza copertura di un medico di base. La nostra regione in particolare sarà quella più penalizzata, visto che ne perderà da qui al 2028 ben 4.167. Numeri drammatici, sui quali occorre una pronta risposta. Con la mozione approvata, abbiamo consegnato una lista precisa di interventi che possono concretamente arginare il problema», concludono i consiglieri regionali leghisti. Una serie di misure che però non avranno la forza, da sole, di invertire la tendenza: «Ma negli anni a venire - sottolineano infatti i consiglieri della Lega - non basterà solo tamponare, occorrerà rivedere il sistema per riuscire ad invertire la tendenza. E questo sarà possibile solo investendo sempre di più sulla formazione e quindi con le borse di studio. E soprattutto eliminando, o quantomeno rendendolo molto più elastico, il numero chiuso alle Facoltà di Medicina. L’emergenza Covid ha infatti dimostrato una volta di più come sia fondamentale la presenza di medici sul territorio».