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Abbiategrasso, Carlo Vichi dà appuntamento ai suoi dopo le ferie. E confida: "Di questo passo non so come farò tra trent'anni..."

Aria di ferie anche alla Mivar di via Dante, dove una dozzina di persone continuano ad andare a lavorare non più, ovviamente, per costruire televisori (la cui produzione è cessata definitivamente ormai da quasi quattro anni, alla fine del 2013), ma per assicurare assistenza a chi ancora ne ha bisogno per riparare il vecchio apparecchio di casa, nonché per costruire prototipi dei tavoli (da due, da tre, da quattro e da sei posti, nelle versioni sedie con schienale o sgabello, con barra di sostegno mobile oppure statica) ideati da Carlo Vichi in persona.

Le ferie sono iniziate oggi, sabato 29 luglio, e proseguiranno fino alla fine di agosto, venerdì 25 compreso, con ripresa delle attività lunedì 28. Così staccherà un po’ anche lui, il patron e fondatore della fabbrica che per oltre 40 anni è stata leader italiana della produzione e vendita di televisori (prima in bianco e nero e poi a colori), «senza mai chiedere un centesimo di contributo allo Stato - tiene sempre a precisare Vichi - e pesare sulla collettività con cassa integrazione e ammortizzatori sociali di sorta».

Già, perché lui, Carlo Vichi, 94 anni compiuti a febbraio, anche ieri, venerdì 28 luglio, era lì al suo posto, naturalmente. E nel congedare i pochi lavoratori superstiti che a fine giornata andavano a salutarlo augurandogli buone vacanze, non ha certo nascosto loro che, al rientro, ce ne sarà di cose da fare e di lavoro da sbrigare, e dunque che si riposino e si ripresentino con le dovute energie e tanta voglia di assecondarlo nei suoi progetti…

«Vede -ci ha poi confidato prima di infilarsi in macchina e farsi potare a casa dall’autista, avendo lui rinunciato a guidare dopo un piccolo incidente capitatogli qualche tempo fa - qui anche solo per le manutenzioni ordinarie i costi di mantenimento di questa struttura e dell’altra (la “nuova Mivar” realizzata in Alzaia Naviglio di Bereguardo, circondata da un parco di centinaia e centinaia di alberi e praticamente mai utilizzata come sito produttivo, ndr) sono ingenti. In più c’è l’Imu da pagare, che è un vero salasso…».

Ma ciò che lascia esterrefatti è la capacità, ancora e sempre, di spingere lo sguardo molto oltre, con un senso della prospettiva che, comunque la si pensi di quest’uomo e della sua “filosofia”, è tutto da imparare: «Bisognerà pensare magari ad affittare dall’altra parte per limitare un po’ le spese… Perché, come si fa a sapere, di questo passo non lo so se ce la posso fare ad andare avanti altri trent’anni!». E state certi che non è una battuta.

Marco Aziani (“Ordine e Libertà”) - servizio sull’edizione da venerdì 4 agosto nelle edicole

- 29/07/2017 12:35:25


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